Il denaro nel sistema capitalista

il denaro

Il denaro, nel sistema capitalista, è un fattore di immensa rilevanza, anzi si può dire che questo elemento contraddistingue il nostro sistema economico. Sebbene negli studi economici il denaro solitamente non  venga menzionato, Ingham gli dedica un’intera opera intitolata The nature of money (2004). Ad esempio Marx considerava soltanto “il rapporto con il denaro”, che, secondo il filosofo tedesco, tendeva a dominare qualsiasi relazione sociale, diventando il fine ultimo di ogni attività produttiva.

Il denaro, invece, deve essere trattato come una vera e propria istituzione del sistema capitalista e ciò è ben dimostrato dall’ingresso della Russia, nei primi anni Novanta, nel sistema capitalista. Passati da una economia pianificata comunista, la Russia ebbe, infatti, diversi problemi ad istituire un sistema monetario razionale, coerente con il nuovo sistema economico adottato.

 

Le funzioni del denaro

Il denaro, in una economia di mercato, possiede due principali funzioni:

misura stabile di valore consentendo l’eguaglianza tra domanda e offerta, attraverso il meccanismo dei prezzi.

– una moneta stabile consente la contrazione di debiti a lungo termine, una caratteristica essenziale del capitalismo.

Prima dell’invenzione della moneta, vigeva il baratto: un meccanismo di scambi bilaterali, che prevedeva la complementarità dei bisogni dei due contraenti, riducendo nel complesso le quantità scambiate. Oggi ci troviamo di fronte a grandi mercati impersonali, ovviamente molto più efficiente rispetto a un tempo. Inoltre una moneta stabile diviene un fattore fondamentale di un sistema economico come il capitalismo, basato sui debiti contratti nel lungo periodo, in quanto se così non fosse, i creditori non avrebbero la necessaria fiducia per concedere i prestiti e questo porterebbe al disfacimento dell’intera struttura economica. Per questo l’inflazione, di cui si dirà più avanti, rappresenta uno dei grandi problemi del capitalismo.

 

Il denaro come caratteristica imprescindibile del capitalismo.

Nonostante il denaro, visto come moneta, sia apparso molto prima della nascita del capitalismo, è nel capitalismo stesso che assume la sua maggiore rilevanza. Le strette relazioni tra lo stato, attraverso la spesa pubblica, e il sistema bancario, attraverso il credito, possono determinare un flusso di credito monetario quasi illimitato all’interno del sistema economico al fine di generare una crescita dinamica. Gli stessi debiti privati possono essere semplicemente convertiti in denaro.

Questa caratteristica da una parte può rappresentare un punto di forza del sistema economico, dall’altra un punto di estrema fragilità. Infatti, un’eccessiva immissione di denaro (al di là della capacità produttiva dell’economia) genera inflazione con le annesse conseguenze. Mentre un’eccessiva esposizione del sistema al debito comporta il rischio di insolvenza e la cosiddetta deflazione da debito.

Risulta difficile annoverare tutte le crisi monetarie e finanziarie, tra queste cito soltanto quella che è considerata la prima bolla speculativa della storia, South Sea Company Bubble (1720), il crollo di Wall Street (1929) e la contrazione del credito odierna iniziata nel 2007-2008