La crescita economica dal 1870 al 1975

Crescita economica

Crescita del Pil pro-capite e convergenza

Definiamo la conoscenza come bene non rivale, ossia bene che non si esaurisce con l’uso ma che si trasforma in tecnologia se applicata a nuovi prodotti immessi sul mercato. Data la natura non rivale dell’idee,  ci si aspetta che le differenze tra paesi nello sviluppo tecnologico tendono a diminuire in paesi che presentano regole ed istituzioni che favoriscono il trasferimento tecnologico. Moses Abramovitz individua i requisiti istituzionali, detti anche capacità sociali in:

– Una comunità di individui alfabetizzata

– Un livello minimo di istruzione

– Un sistema bancario efficiente

Il reddito pro capite può essere considerato come indicatore dello sviluppo tecnologico di un determinato paese. In particolare il trasferimento tecnologico dovrebbe consentire alle economie meno sviluppate, ma con i requisiti sopraindicati, di crescere più rapidamente adottando le tecnologie generate dai paesi già sviluppati che si trovano sulla frontiera della tecnologia. Si verifica quindi la beta convergenza che si sostanzia in una più rapida crescita delle economie più povere rispetto a quelle più avanzate. Lo studioso Alexander Gerschenkron sostiene, persino, che i paesi più ricchi godano del vantaggio dell’arretratezza.

Il fenomeno della beta convergenza si basa su tre semplici condizioni alcune della quali sono già state accennate. La prima è il trasferimento tecnologico. La seconda è la possibilità, da parte dei paesi più arretrati, di allocare la propria forza lavora da i settori meno efficienti a quelli più efficienti in termini di produttività. Si verifica quindi un cambiamento strutturale del sistema economico. La terza è legata al modello di crescita di prima generazione formulato da Solow secondo cui  inizialmente i paesi più poveri presentano rendimenti di capitale superiori a quelli dei paesi più ricchi e di conseguenza ricevono maggiori investimenti esteri, un perno fondamentale della crescita di un paese. Tuttavia con il processo di convergenza i rendimenti di capitale sono decrescenti e quindi i paesi più poveri raggiungeranno i tassi di crescita tipici dei paesi più sviluppati.

 

Analizziamo il tasso annuo di crescita del PIL pro-capite dei paesi europei

Si può suddividere l’andamento della crescita del PIL pro-capite dal 1870 al 1975 di alcuni paesi europei in tre fasi:

– il periodo antecedente alla Prima guerra mondiale dal 1870 al 1914,

– il periodo tra le due guerre tra il 1914 e il 1950

la cosiddetta Età dell’oro dal 1950 fino alla crisi petrolifera del 1973.

Nel primo periodo citato e nell’ultimo si nota un tasso di crescita maggiore dei paesi più arretrati rispetto a quelli più evoluti a causa del trasferimento tecnologico e dei rendimenti dei capitali più redditizi. Le economie europee meno sviluppate erano caratterizzate da un settore tradizionale più ampio e quindi potevano giovare dalla riallocazione della forza lavoro. Esiste quindi una relazione negativa tra reddito iniziale e crescita. Si può definire così una retta di regressione lineare.

 L’Inghilterra tra il 1870 e il 1914 partiva da un PIL pro-capite elevato cresceva a circa l’1% mentre i paesi scandinavi partendo da un PIL pro-capite più basso presentavano un tasso di crescita tra l’ 1,6 e il 2%. Al contrario Ungheria e Cecoslovacchia, che mostravano un reddito iniziale molto basso, presentavano un tasso di crescita del PIL pro-capite sopra le aspettative a differenza dell’Austria, da cui si sarebbero separate dopo la guerra. Per Spagna, Portogallo, Grecia, e Irlanda i tassi di crescita rimasero bassi: questi paesi iniziarono a convergere solo dall’Età dell’oro in avanti. Il basso tasso di crescita della Grecia è spiegabile nella lontananza dalle economie centrali europee, che determinava uno svantaggio nel commercio intraeuropeo; per il Portogallo invece il motivo è da ricercare  sia nella vicinanza geografica con la Spagna, un paese agricolo,  sia nell’avere come partner commerciale la Gran Bretagna, un paese a crescita lenta.

Nel periodo tra le due guerre la retta di regressione lineare e positiva, ossia tanto maggiore era il reddito pro-capite iniziale tanto maggiore era il tasso di crescita. Questo è sorprendente ed è dovuto alle barriere poste al commercio in un periodo in cui vigeva un acceso nazionalismo. Non era più l’epoca del libero commercio, non era più il tempo delle migrazioni di massa, della mobilità di capitali e dei beni capitali. Di conseguenza il commercio mondiale diminuì drasticamente e allora le economie già sviluppate, dipendevano meno dal trasferimento tecnologico perché erano già dotate di unità di ricerca costituite. Perciò le economie più ricche subirono meno il drastico crollo dei commerci e così è possibile spiegare i maggiori tassi di crescita delle economie all’avanguardia rispetto all’economie più arretrate nel periodo tra le due guerre. Nell’epoca citata si osserva una performance sopra le aspettative da parte dei paesi scandinavi a causa di politiche economiche azzeccate tra cui la svalutazione della moneta.

Il periodo tra il 1950 e il 1975 è caratterizzato dal fenomeno della ricostruzione da cui dipendono gli elevati tassi crescita registrati in tutti i paesi coinvolti nel secondo conflitto mondiale. Il Dopoguerra per molti paesi (Italia e Germania soprattutto ma anche Portogallo e Francia) fu il periodo del cosiddetto miracolo economico con tassi di crescita annui anche del 6%. Come eccezioni si possono osservare Grecia, Irlanda e Spagna paesi che furono coinvolti nel processo di convergenza attuato tra i paesi europei solo dalla fine dell’Età dell’oro:  in particolare l’Irlanda, a causa delle migrazioni verso l’Inghilterra industrializzata, registrò una crescita demografica negativa che non permetteva lo sviluppo industriale osteggiato anche dalle politiche protezionistiche messe in atto.

Concludendo le economie che hanno registrato tassi di crescita sopra le aspettative devono il buon andamento delle proprie economie sia alle politiche economiche adottate sia al livello d’istruzione complessivo dei cittadini.

Convergenza Paesi dal 1870 al 1914Convergenza paesi dal 1914 al 1973