Il Gold Standard

Gold Standard

L’Inghilterra prima del Gold standard

La funzione di uno standard monetario è di definire l’unità di conto di un sistema monetario. Prendiamo in considerazione il caso inglese, primo paese ad adottare ufficialmente il Gold Standard. Ripercorrendo la storia dei sistemi monetari adottati dall’Inghilterra si nota che nel Medioevo vigeva uno standard argenteo basato sulla lira sterlina (una libbra di argento). Nel XVIII secolo in Inghilterra era in vigore formalmente uno standard bimetallico, basato su l’oro e l’argento, ma essendo l’oro sopravvalutato dalla zecca, le ghinee d’oro, di fatto, erano le monete più utilizzate. Mentre durante le guerre napoleoniche, le esigenze di guerra portarono la Banca di Inghilterra a stampare moneta inconvertibile, ossia sia le banconote che le monete non potevano essere restituite alla Banca d’Inghilterra in cambio di metalli preziosi. Come accadde anche per le guerre successive, L’Inghilterra, unita ad altri paesi, non avevano più uno standard monetario ma erano ricorsi ad un corso forzoso.

 

Il Gold Standard: nascita e regole

Alla fine delle guerre napoleoniche venne approvato in Inghilterra il Resumption Act (1819) con cui si stabiliva la pratica del cambio della banconote in oro, su richiesta, a tasso fisso. L’Inghilterra fu il primo paese a legare la sua valuta esclusivamente all’oro confermando lo standard monetario de facto del Settecento. Secondo la legge parlamentare erano tre le condizioni (regole) istituite dal nuovo sistema monetario:

– La valuta doveva essere liberamente convertita in oro a un valore prestabilito. In particolare venne definita come unità di conto la sterlina d’oro (113,0016 grani d’oro fino puro).

– Non dovevano esserci barriere ai flussi di capitale, cioè di oro, tra un paese ed un altro.

– La moneta doveva essere convertibile in oro su richiesta e quindi doveva essere sostenuta da riserve auree. Di conseguenza la quantità di oro detenuta dalla Banca d’Inghilterra determinava la quantità di credito che essa poteva accordare sotto forma di banconote e crediti.

Bisogna notare che l’afflusso o il deflusso di oro (o banconote) dipendeva unicamente dalla bilancia dei pagamenti: se le esportazioni erano maggiori delle importazioni si verificava un afflusso di oro (o banconote) e di conseguenza inflazione, viceversa se le importazioni erano superiori alle esportazioni si verificava un deflusso di oro causando deflazione. Inoltre, in realtà, piccole deviazioni del tasso di cambio dal valore previsto potevano sussistere a causa dei costi di traporto dell’oro. Quindi l’arbitraggio risultava conveniente solo se i guadagni superavano i costi di trasporto; cioè a dire che i tassi di cambio fluttuavano all’interno di bande di oscillazione determinate dai costi di trasporto.

 

Il Gold Standard: ortodossia monetaria e laissez faire

Il Gold Standard era un sistema monetario all’insegna del laissez faire prevedendo, da parte degli stati, una politica economica di non intervento in quanto il sistema era in grado di equilibrarsi autonomamente. Il fondamento teorico era stato dato Hume, nel 1752, con la descrizione del price-specie flow (meccanismo monetario prezzo flusso). Secondo Hume il Gold Standard avrebbe garantito automaticamente l’equilibrio della bilancia dei pagamenti. La spiegazione è piuttosto semplice: supponiamo che una paese si presenti con esportazioni superiori alle importazioni, allora si avrà un afflusso di oro, che comporta un aumento dei prezzi interni per rapporto a quelli esteri (inflazione dei prodotti nazionali). Di conseguenza avverrà una riduzione della domanda di beni locali che sono più costosi a favore di un aumento della domanda di beni stranieri. Ma questo genera un aumento delle importazioni e quindi un deflusso di oro che genera una riduzione dei prezzi interni  e un aumento delle esportazioni. Si ritorna così all’equilibrio iniziale.

Se il regime aureo era adottato da un grande numero di paesi, l’oro è nello stesso tempo moneta nazionale e internazionale, e poiché le valute sono cambiate a tasso fisso, il sistema monetario internazionale risulta unificato e omogeneo . Inoltre i deficit e le eccedenze con l’estero vengono automaticamente eliminati dai meccanismi di mercato. In realtà le Banche Centrali erano allarmate dal deflusso di oro e per questo ricorrevano alla sterilizzazione dei flussi di oro in entrata per evitare che aumentassero l’offerta di moneta. Ad esempio la Banca d’Inghilterra, utilizzava una politica attiva sui tassi di interesse per prevenire il deflusso di oro. Infatti un possibile indebolimento della sterlina avrebbe causato il ritiro dei depositi bancari per convertire sterline in oro ed esportarlo causando una crisi di liquidità.

 

Il Gold Standard: impegno fiducia, simmetria

Il sistema aureo deve la sua longevità sia  alle regole su cui si basava sia all’impegno dei paesi che lo adottarono. Riassumendo il Gold Standard può essere ben descritto da tre parole: impegno, fiducia, simmetria. “Impegno” perché le deviazioni dal tasso di cambio fisso erano immediatamente seguite dal ritorno alla parità originaria. “Fiducia” perché era diffusa la convinzione che i tassi di cambio rimanessero fissi e di conseguenza anche gli attacchi speculativi andavano in questa direzione. ”Simmetria” perché nessun paese aveva il potere di determinare i prezzi. Infatti nel lungo periodo i prezzi rimanevano stabili mentre nel breve periodo, l’inflazione e deflazione, non venivano considerate dai governi dei paesi.

 

Unioni monetarie alternative ed adozione di altre nazioni al Gold Standard

Nel 1865 la Francia diede vita, in risposta al Gold Standard inglese, alla Unione Monetaria Latina (UML) a cui aderirono Belgio, Italia, Svizzera e Spagna. Successivamente vi aderirono Bulgaria, Grecia e Romania. L’obiettivo francese era quello di acquistare influenza politica ed economica creando un blocco di paesi che adottavano un sistema bimetallico o argenteo. L’Unione Monetaria Latina nacque anche a causa della scoperta di giacimenti auriferi in California (1849) e in Australia (1851), che generarono un aumento generale del livello dei prezzi e una diminuzione del prezzo relativo dell’oro rispetto all’argento. I Paesi citati preferirono non importare l’inflazione ed adottare lo standard argenteo. Annoveriamo anche nel 1875 la costituzione della Unione Monetaria Scandinava.

Tuttavia l’Unione Monetaria Latina non ebbe lunga durata e molti dei paesi aderenti adottarono il Gold Standard a fine Ottocento. Già nel 1866 l’Italia uscì dall’UML in occasione della guerra contro l’Austria a causa del ricorso al corso forzoso. Pochi anni dopo vennero scoperti nuovi giacimenti di argento causando inflazione in quei paesi appartenenti all’UML. I paesi aderenti all’UML preferirono non importare l’inflazione ed adottare il Gold Standard puro. La prima nazione ad adottare il Gold Standard fu l’Impero tedesco dopo la vittoria sulla Francia nella guerra franco-prussiana ricevendo 5 miliardi di franchi. Venne istituito il marco aureo e la Reichsbank come banca centrale ed agenzia di emissione. Il peso della Germania  nel commercio internazionale era ampio e così molti paesi adottarono il Gold Standard.

Gli Stati Uniti, prima della guerra civile aveva uno standard bimetallico, ma durante la guerra civile era stata emessa moneta inconvertibile (greenbacks). Nel 1873 il Congresso approvò una legge secondo cui i greenbacks sarebbero stati convertiti nel 1879. Tuttavia formalmente gli Stati Uniti adottarono il Gold Standard nel 1900. La Russia, nonostante avesse adottato formalmente uno standard argenteo, grazie al conte Witte nel 1897 istituì il Gold Standard. Il Giappone, invece, dopo la vittoria contro la Cina nel 1895 adottò il Gold Standard.