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Gli accordi di Bretton Woods

Il sistema di Bretton Woods

Due furono gli eventi che portarono al collasso l’economia mondiale: la crisi del ’29 e successivamente la seconda guerra mondiale. Molte sono state le conseguenze ascrivibili ai due più grandi shock dell’economia mondiale tra le quali assumono rilevanza: il ritorno al protezionismo e la restrizione dei capitali. Tuttavia già nel 1941 i presidenti di Inghilterra e Usa, Roosevelt e Churchill, avevano firmato la Carta Atlantica per ripristinare un sistema mondiale di scambi multilaterali tra le nazioni.

La svolta si ebbe con la conferenza internazionale di Bretton  Woods (1944) guidata dai rappresentanti americani ed inglesi. All’incontro parteciparono molte delegazioni di diversi paesi che parteciparono alla creazione di due grandi istituzioni internazionali. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) si occupava della gestione dei tassi di cambio e di finanziare squilibri nei pagamenti, tra i diversi paesi,  nel breve periodo. Gli americani ne erano il maggior azionista e nel caso un paese fosse stato costretto a ricorrere al finanziamento del Fmi avrebbe dovuto accettare l’imposizione di politiche economiche decise dal Fondo stesso. Invece l’istituzione della Banca Mondiale era stata voluta per il finanziamento di prestiti nel lungo periodo, dapprima per la ricostruzione e poi per lo sviluppo delle nazioni più povere. Gli istituti citati divennero operativi nel 1946 seppur inizialmente con efficacia limitata.